zanzibar

” Fa che sia il tuo cuore a scegliere la meta “

Immagine

C’ è una città al centro dell’ isola nera affascinante, antica, storica, colorata, vitale, caotica, sporca, polverosa…dove l’ ombra non esiste, dove il sole ti schiaccia a terra con i suoi quaranta gradi d’ umidità, dove dopo poco che cammini il sudore sgorga a fiumi da ogni anfratto del tuo corpo, dove per comprare un chilo di frutta bisogna talvolta armarsi di pazienza…tanta…dove uomini, donne e bambini parlano, urlano, sovrapponendosi gli uni agli altri, dove non esistono carrelli per la spesa tanto meno posteggi sotterranei che raggiungi comodamente dove ad aspettarti trovi la tua macchina, fresca, pronta a riportarti a casa in pochi minuti! No… Stone Town la maestosa città di pietra non ti offre questo! Stone Town ti mette alla prova in ogni istante e ti fa “pagare” il suo prezzo fino alla fine…Anche quando dopo sei ore trovi un mezzo che ti riporta a casa e tu a quel punto ti ritrovi sporca, stanca, liquefatta dal caldo,puzzolente, “ubriaca”, stipata sui “dala dala” con le borse cariche di spesa, i sederi sinuosi delle donne che spingono per sedersi, il pesce appena pescato, i pulcini nelle ceste che pigolano, i bambini incollati ai seni delle mamme che dormono o piangono o senza accorgertene ti finiscono in braccio scrutandoti con quegli occhioni grandi, neri, profondi, il moccio al naso, e l’ innocenza sulle loro gote… dove profumi, olezzi e liquidi corporei si mescolano, dove ogni capello della tua testa, a quel punto, sembra aver preso la scossa ma…. perchè in fondo un “ma” c’è sempre, senti il cuor leggero, il riso salirti sulle labbra, e ancora la voglia di immortalare quell’ istante in una frivola fotografia per non dimenticare quell’ ennesima giornata Zanzibarina! E questa è una forza, la forza di continuare una vita così differente dalla tua, ma che in fondo ti fa dire: ” Io resto qua…questa, adesso, è anche la mia terra!

AFRICA ” Africa, Africa mia Africa fiera di guerrieri nelle ancestrali savane Africa che la mia ava canta In riva al fiume lontano Mai t’ho veduta Ma del sangue tuo colmo ho lo sguardo Il tuo bel sangue nero sui campi versato Sangue del tuo sudore Sudore del tuo lavoro Lavoro di schiavi Schiavitù dei tuoi figli Africa dimmi Africa Sei dunque tu quel dorso che si piega E si prostra al peso dell’umiltà Dorso tremante striato di rosso Che acconsente alla frusta sulle vie del Sud Allora mi rispose grave una voce Figlio impetuoso il forte giovane albero Quell’albero laggiù Splendidamente solo fra i bianchi fiori appassiti E’ l’Africa l’Africa tua che di nuovo germoglia Pazientemente ostinatamente E i cui frutti a poco a poco acquistano L’amaro sapore della libertà. “

Ndjock Ngana – Poeta Camerunense autore della raccolta di poesie Nhindo nero.

Quel pezzetto di sabbia bianchissima che tanto amo!

” Questo è il posto piu’ bello che io abbia mai visto in tutta l’ Africa…Un luogo dell’ illusione dove nulla è come appare. ”

Scriveva così David Livingstone nel 1866 a proposito di questa terra…e come dargli torto?! La prima volta che posai i piedi su quest’ arcipelago fu nel settembre del 2011. Il mio curioso “pallino” verso questo orizzonte cominciò molto tempo prima ma grazie ad alcune amiche che da qualche tempo si erano trasferite sull’ isola ho potuto realizzare il mio sogno e saziare la mia curiosità e voglia di conoscere e confrontarmi con  una realtà così diversa dalla mia! Il primo incontro con Zanzibar fu subito molto intenso…l ‘ afa, e la polvere serravano la gola e in pochi istanti fui nel pieno centro cittadino di Stone Town dove tutti guidano all’ impazzata,dove non sembra esserci nessuna segnaletica stradale,dove tutto è confusione,grida degli ambulanti,pianti di bambini…il sole ferisce gli occhi,l’ asfalto è rovente,le persone camminano frettolosamente avanti e indietro senza badare troppo a dove mettono i piedi,stanchi,tristi,allegri,sorridenti,intonando canzoni,urlando qualcosa di incomprensibile a qualcun altro dall’ altra parte della strada,cercando di racimolare qualche spicciolo un altro giorno ancora… il mercato all’ aperto è un tripudio di colori e sapori, l’ odore pungente del pesce fresco e quello acre del sangue delle carni appese ed esposte per essere vendute ti si incolla addosso e sembra non volerti lasciare piu’…l’ aroma forte ed intenso del curry e di una miriade di spezie differenti si mescola al tutto…allora ti fermi ti guardi attorno e ti senti inebriata..quasi ubriaca.. credi di svenire… Non troppo invitante penserete voi?!…ma io ebbi la netta sensazione e quasi consapevolezza che quel luogo davvero mi sarebbe rimasto addosso per sempre…ed io a lui! Lasciatami alle spalle il gran casino cittadino cominciai a viaggiare verso Sud, verso strade dritte ed infinite ricche di vegetazione fino a “casa” o per lo meno quella che a me piacque definire casa per le sole due settimane che avevo a disposizione…Jambiani,quel pezzetto di terra fatto di spiaggia con la sabbia bianchissima che tanto ho amato fin dal primo istante e che in seguito mi ha rivista tornare per altre tre volte!

Il villaggio di Jambiani si trova sulla costa Sud -Est dell’ isola di Zanzibar…la sua spiaggia,comincia circa 2 Km a Sud di Paje  e continua ininterrottamente per altri 7 Km, ha una bellezza selvaggia e ventosa ed è il miglior posto di Zanzibar dove si può godere sia della spiaggia sia della vita di villaggio. Il nome della spiaggia deriva dal termine arabo “Jambiya”, che indica un pugnale dall’ ampia lama ricurva, come quello che, si dice, i primi abitanti trovarono sulla spiaggia. Il reef areale si trova diversi Km al largo e in mezzo c ‘ è una serie di banchi di sabbia , barriere coralline e acque poco profonde che durante la bassa marea svelano una vita marina ricca di sorprese e quindi ideali per lo snorkelling.La spiaggia come gran parte della costa orientale è soggetta alle maree perciò si riesce a nuotare solo durante l’ alta marea, a meno che non si voglia fare una lunga passeggiata!Ma Jambiani non è speciale solo per la costa…Premetto che non sono mai stata una viaggiatrice da resort o villaggio turistico ma da cosidetto “zaino in spalla”! Jambiani offre diverse strutture ricettive sulla spiaggia e nella zona nord rispetto alla spiaggia ma per la mia prima volta ho scelto una stanza “locale” ossia una casa nel mezzo del villaggio di proprietà di un “locale” dotata di tre camere con bagno e acqua (ovviamente non potabile) per lavarsi (attenzione: non è una casa dotata di boiler o caldaia per per una doccia bollente ci si deve armare di pentolone e fornello per farla riscaldare! Io non l ho mai fatto! )  e una cucina in comune! Per chi ha un budget ridotto e non ha grosse pretese è l’ ideale…modesta ma accogliente e sopratutto  a stretto contatto con la vita del villaggio…dove a differenza della parte settentrionale dell’ isola gli abitanti di Jambiani hanno libero accesso alla spiaggia perciò ci si trova a condividere la sabbia con pescatori e le loro barche, donne che raccolgono le alghe e molti bambini, che amano costruire giocattoli con bottiglie di plastica o pezzi di legno…i loro sorrisi e le loro risate riecheggiano nell’ aria ad ogni ora, i loro occhi vispi ti scrutano curiosi e un pò intimoriti ma dopo soli cinque minuti sanno già il tuo nome e non lo dimenticano piu’!….e fu subito amore!….TO BE CONTINUED…